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INGEGNERI ANGELO
ARGONAUTICA DI ANGELO INGEGNERI AL FELICISSIMO PRINCIPE CARLO EMANUELLO DUCA SERENISSIMO DI SAVOIA, &C
Vicenza (1601) - senza indicazioni dello stampatore. 1 vol. in-4° (225 mm x 173 mm). [8], 45, [3] p. (ultime due bianche). Brossura muta moderna. Qualche fioritura marginale, per lo più a inizio e fine opera. Ottima copia molto bella dal punto di vista tipografico. Rarissimo poema epico a carattere alchemico in cui l'autore (1550 - 1613) descrive in modo allegorico gli "altissimi studi e l'ammirabile sapienza" di Giacomo Antonio Gromo (1520 - circa 1603), celebre alchimista nato a Biella. Quest'opera è la dimostrazione del fatto che per un certo periodo di tempo Ingegneri si interessò a quest'arte, nella ricerca delle regole che governano il Mondo. Per capirlo è sufficiente la lettura delle prime righe del poema "Che novo fè de l'Aureo Vello acquisto,/Altro Giason de l'età nostra honore./Musa, tu dimmi il fortunato legno,L'onde felici, il gran viaggio, e 'l porto/Lontano, e i superati alti perigli./Dimmi l'aurata spoglia, e l'amorosa/Medea, non come l'altra iniqua, e cruda,/Ma vaga sol d'accrescer vita altrui": "l'aureo vello acquisto" è proprio il chiaro riferimento al raggiungimento del lapis philosophorum dal parte dell'alchimista biellese. Cinque anni dopo però, in seguito a varie vicessitudini (tra cui la morte di Gromo), l'autore ne confutò il contenuto pubblicando il volume "Contra l'alchimia, e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica di Angelo Ingegneri" (Napoli, 1606).


Luogo di stampa: Vicenza
Anno: 1601
Stampatore: senza dati tipografici
Prezzo: 650,00 Euro
   
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